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Sulla 27ima ora

“I dubbi sull’identità di genere e quei medici che vogliono normalizzarli troppo presto” https://27esimaora.corriere.it/19_maggio_08/i-dubbi-sull-identita-genere-quei-medici-che-vogliono-normalizzarli-troppo-presto-0c095ae8-717d-11e9-a32a-79dc5e5aff8e.shtml?refresh_ce-cp

Titoli ingannevoli

L’Agenzia di stampa DIRE dà la confortante notizia che esiste ancora uno stato di diritto in Italia con un titolo falsificante: La Corte di Cassazione: “No al riconoscimento dei bambini con due papà” La notizia è la pronuncia della Cassazione contro il riconoscimento di certificati di […]

Pasticcio all’italiana

Su Prideonline il mio articolo sulla scomparsa delle donne, delle madri e delle lesbiche dal dibattito sulle unioni civili (in 4 parti)

Questa la prima di 4 parti, tutte on line su Prideonline:
II parte

Vai al sito di XXD

La rivista che ho diretto nel 2010-2012, influenzata dalla terza ondata del femminismo postmodernista, come praticamente tutte le collaboratrici (difficile trovarne altre). Qualcosa di buono comunque c’era – sicuramente la grafica (vedi i credits di ogni numero). Per scaricare i numeri, cliccare sulle copertine nella […]

Sui minori “trans”

In risposta alle assurde risposte all’articolo di Panorama: https://www.autricidicivilta.com/daniela-danna/la-medicalizzazione-della-devianza-sulla-polemica-a-partire-dallarticolo-sui-bambini-trans-di-panorama/ Courtesy Prof. Peggy Cohen-Kettenis

SI inverte la rotta sui “bambini trans”?

All’inizio di aprile il Times ha pubblicato diversi articoli allarmati sulle transizioni di minorenni effettuate dalla Tavistock Clinic – qui i links agli articoli:

Calls to end ‘transgender experiment on children’

It feels like conversion therapy for gay children, say clinicians (il più sconvolgente)

Families ‘exploited by gender lobby groups pushing for treatment’

Doubts over evidence for using drugs on the young

Tavistock GIDS statement

 

Femminismo per il 99%. Un manifesto

Su Autrici di civiltà la mia recensione al “volume”: https://www.autricidicivilta.com/invito-alla-lettura/femminismo/  

Per Vincenzina Ingrassia, 8 marzo 2019

Questo brano musicale è la storia di Vincenzina Ingrassia, che a Biancavilla nell’agosto 2015 ha ucciso il marito che la maltrattava da 40 anni, così come riportata dai giornali. (es. http://catania.gds.it/2015/08/28/omicidio-a-biancavilla-la-moglie-confessa-lho-ucciso-io-perche-era-violento_401469/) Sapevo che era ai domiciliari, non c’è ancora la sentenza. Ha usato un rimedio […]

Libri: Ultime uscite

Daniela Danna, Silvia Niccolai, Luciana Tavernini, Grazia Villa

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Né sesso né lavoro

Politiche della prostituzione

Proprio in questo ultimi mesi di febbraio/marzo 2019 si sta giocando la costituzionalità della legge abolizionista, messa in discussione.
In Francia il primo febbraio il Consiglio Costituzionale si è pronunciato a favore, sancendone la costituzionalità!!
In Italia il 5 marzo sarà discussa di fronte alla Consulta la costituzionalità della legge Merlin. L’Italia come la Francia si opporrà al tentativo di legalizzare lo sfruttamento sessuale chiamandolo “lavoro”, modificando o annullando la legge Merlin?

Né sesso né lavoro. Politiche della prostituzione esce tempestivamente nello stesso giorno della discussione della Consulta in Italia per fornire, un contributo indispensabile al dibattito su prostituzione/sex work in Italia.
Un testo importante per chi vuole capire qualcosa in più sulla prostituzione e sfilare la testa dalla sabbia dei luoghi comuni, andare oltre slogan sempre più diffusi che, volendo sdoganare la questione, negano gravi problemi sociali. Il sex work non è un lavoro come un altro, il concetto stesso di sex work stravolge il senso sia del sesso sia del lavoro.
Forti di competenze specifiche, le quattro autrici mostrano i differenti aspetti del fenomeno in un’analisi calata nella peculiare realtà dell’abolizionismo tradito nel nostro paese, dove la lotta alla tratta non è una priorità e dove sulla prostituzione vige il laissez faire. Dall’esame dei modelli di politiche internazionali all’analisi della Legge Merlin (male interpretata) e delle numerose proposte parlamentari di modifica della legge, all’appassionata riflessione sulla portata della prostituzione negli attuali rapporti umani.

Daniela Danna

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Dalla parte della natura

L’ecologia spiegata agli esseri umani

In un dialogo “a tu per tu” con l’umanità, la Natura, in una sorta di personalizzazione letteraria, “ci parla”, affrontando tematiche nevralgiche della nostra odierna civiltà: equilibrio ambientale, disuguaglianza sociale, predominio delle multinazionali, visione libera della sessualità. Con un approccio ecofemminista, questo breve ma fulminante pamphlet attacca il sistema capitalista e patriarcale caratterizzato dalla supremazia maschile, dove donne, animali e ambiente appartengono a categorie analoghe, considerate come proprietà e beni da dominare e sfruttare. E anche se noi esseri umani siamo parte della Natura, questo mondo ha tracciato un solco cosi profondo tra noi e lei, da renderla non solo estranea, ma addirittura ostile nemica. Queste semplici pagine sono un invito a conoscerla meglio, allo scopo di rispettarla. E in questo processo, cambiare noi, smettendo di modificare lei.

Danna Daniela

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La Piccola Principe

Lettera aperta alle giovanissime su pubertà e transizione

VandA ePublishing, distribuzione Direct Books

Possono i minorenni voler cambiare sesso? Da dove viene questa strana richiesta, dal momento che cambiare sesso non è realmente possibile? L’attuale confusione tra “sesso” e “genere” indotta dalla filosofia postmoderna, secondo la quale il mondo è un testo e la realtà materiale non ha alcuna importanza, sta dando una spinta potentissima alla normalizzazione delle nuove generazioni.

Se sei un bambino effeminato, diventerai bambina. Se sei un maschiaccio, allora sei “veramente” un ragazzo. Big Pharma ti sorride: ti venderà ormoni per tutta la vita.

Danna Daniela

IL PESO DEI NUMERI. Teorie e dinamiche della popolazione

L’espressione “il peso dei numeri” è di Fernand Braudel, titolo della sua riflessione su questa componente essenziale della storia umana. È proprio dalla popolazione nei suoi aspetti biologici che Braudel fa partire la sua trilogia Civiltà materiale, economia e capitalismo: secoli XV-XVIII (1960), in cui descrive la popolazione con i fatti umani più vicini alla biologia: le nascite, l’alimentazione, le malattie, la durata della vita, le morti – questa la “vita materiale” che si contrappone al mercato e al capitalismo. Come tutte le specie viventi, gli esseri umani esistono nella fisicità degli scambi di energia e materia con l’ambiente naturale – anche attraverso le tecniche e tecnologie – per trarne ciò che è necessario alla specie, e sono parte della rete di relazioni tra esseri viventi e materia inanimata che chiamiamo ecologia. Alla base delle dinamiche della popolazione stanno tre componenti: le nascite, cioè la procreazione, le migrazioni, le morti. È il processo della procreazione ad assicurare la continuità tra le generazioni e il mantenimento della presenza umana sul pianeta Terra. I bisogni essenziali alla vita umana in termini di alimentazione, apporto di acqua, riparo da condizioni di freddo o caldo eccessivo, possibilità di riposo e protezione dagli agenti patogeni devono essere soddisfatti quotidianamente, per questo Braudel li pone all’inizio della sua ricostruzione storica del passato europeo. Non sono banalità da dare per scontate, ma la base fondamentale su cui la vita umana costruisce la storia.

Il tema che Braudel poneva all’inizio, cioè alla base, di Civiltà materiale, economia e capitalismo, è oggi affidato solo a una branca quantitativa della divisione disciplinare voluta dai liberali al posto dell’unica scienza sociale storica. “La popolazione è in declino, dobbiamo intervenire”, “I poveri aumentano di numero per la loro ignoranza”, “L’aumento demografico mette in pericolo l’ecologia del pianeta”: i miti della demografia hanno conseguenze politiche, e vengono smentiti da questo lavoro, che ricostruisce e commenta le principali teorie a proposito di ciò che determina gli andamenti nel tempo della popolazione umana. Il volume ragiona sulle dinamiche della popolazione sia dal punto di vista macrostorico che microstorico. Presenta il quadro teorico che vede nel “sistema-mondo” e non negli stati-nazione l’unità di analisi fondamentale per la scienza sociale. Traccia poi una griglia per la comprensione delle motivazioni delle decisioni procreative – includendo nel concetto anche la semplice accettazione della nuova vita concepita – decisioni in cui la volontà femminile ha storicamente acquistato un peso maggiore. Si dà nuovo rilievo alla teoria della domanda di lavoro nel sistema capitalistico come base per l’accrescimento demografico: durante l’espansione coloniale europea ci fu un’estrazione violenta di lavoro indigeno per beneficiare i paesi del centro dell’economia-mondo capitalista. Questa estrazione era stata imposta innanzitutto alla classe lavoratrice dei paesi del centro nelle prime fasi di sviluppo del capitalismo, e poi venne spostata verso la periferia.

La teoria della transizione demografica e l’ideologia della crescita infinita sono presentate criticamente: sono gli obiettivi della crescita economica a richiedere l’impossibile aumento costante della popolazione, è il capitalismo ad essere ecologicamente insostenibile.

Daniela Danna

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Maternità. Surrogata?

Nel bazar della vita: il prezzo di un figlio? Trattabile!

Bello vedere quante persone si impegnino a convincerci della bellezza di esercitare le uniche libertà che il patriarcato ha sempre riconosciuto con entusiasmo alle donne: prestare servizi sessuali e/o servizi riproduttivi a richiesta del medesimo.
Paola Mazzei

Sono ormai lontani i tempi in cui le donne venivano venerate per le loro capacità di dare la vita (qualcuno dice che questi tempi non siano mai esistiti…), quando il “linguaggio della Dea” si esprimeva nei simboli del femminile, le statuette paleolitiche dell’abbondanza materna – larghi seni e larghi fianchi – oggetti di meraviglia e adorazione per la continuità della vita e della Natura. Il potere procreativo delle donne è stato piegato ai bisogni degli uomini, soggiogato dagli déi maschili. Nel patriarcato, le donne sono state schiavizzate, obbligate a dare alla luce l’erede maschio dei loro padroni, alle loro condizioni. Abbiamo combattuto contro tutto questo, per riprenderci il potere sulle nostre vite e poter essere capaci di fare delle scelte. Ci sforziamo ancora d’essere viste come esseri umani al pari degli uomini, gli eredi della tradizione patriarcale che da loro più valore che alle donne – mentre tante di noi sono ancora costrette a portare in grembo quegli eredi. L’istituzione giuridica della surrogazione riafferma questo obbligo, questa volta in forma contrattuale invece che attraverso il matrimonio con lo status di moglie-riproduttrice. Non è progresso: dopo il femminismo degli anni ’70, è un regresso. E questi eredi servono al feticcio della “crescita economica”, cioè all’espansione del capitale: sono la forza lavoro e i consumatori del futuro, necessari in numero crescente per perpetuare l’inarrestabile ciclo capitalista che riduce ogni cosa al denaro, disdegnando l’ecologia e l’umanità – ma soprattutto la donnità.

Daniela Danna

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“Fare un figlio per altri è giusto” Falso!

Spesso la ‘gestazione per altri’ o ‘maternità surrogata’ è presentata come un dono, un atto di liberalità e solidarietà da parte di donne generose che aiutano coppie infertili ad avere figli. Ma le cose stanno davvero così? Siamo consapevoli del fatto che non è una ‘tecnica di riproduzione assistita’, bensì una gravidanza come le altre? È giusto considerare delle donne ‘portatrici’ di figli altrui? È giusto che dei neonati siano dati a ‘genitori committenti’ in cambio di denaro?

Il FQ per la compravendita di bambini?

Questa è la lettera che ho inviato il 5.2.19 al Fatto Quotidiano, che ha pubblicato una pagina intera pro GPA a firma della solita Chiara Lalli:   Questa è davvero una notizia: il quotidiano impegnato contro i mercati illegali ospita un’articolessa a favore del commercio […]

L’ONU contro la surrogazione di maternità

articolo mio pubblicato su Autrici di civiltà: https://www.autricidicivilta.it anche qui: L’ONU contro la surrogazione di maternità: parole forti e chiare

L’Infernale Tragedia: lettura scenica

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Dana Ghetilieri: autrice dei pamphlet “Contro l’amore” e “Contro la procreazione”, autoprodotti e venduti porta a porta. Sta preparando la “Vita nuova”, raccolta di sonetti e delle altre forme poetiche arcaizzanti che si è divertita a scrivere nel corso della sua ormai lunga vita, proprio come il suo anagramma. Accarezzata soltanto l’idea di dedicare ottave a “L’ArciLesbica liberata” (troppo impegnativo… ), riflette sul bisogno che il mondo potrebbe avere di un romanzo da intitolare “Le promesse spose”. La sua “Infernale Tragedia” è ancora inedita, e cerca illustratrici (fosse mai rinata Gustava Doré…) e un o una editrice – anche se Dante non ne ebbe in effetti bisogno.

Mater Iuris: un resoconto

ecco il mio resoconto sul blog Autrici di civiltà https://www.autricidicivilta.com

Articolo su Prideonline

https://www.prideonline.it/2019/01/14/si-puo-nascere-da-due-padri/

Presentazione a Milano in Scighera 16.12

https://www.youtube.com/watch?v=3ozao4UD9gE&t=2601s
Lo spunto dell’ultimo libro di Daniela Danna, sociologa, proviene dall’aumento negli ultimissimi anni, da parte di adolescenti e famiglie, di richieste di accesso ai percorsi di transizione e autodeterminazione, che permettono di smettere di vivere il ruolo di genere relativo al sesso biologico di appartenenza per arrivare a vivere pienamente nell’identità di genere di elezione (transgenderismo).

È un tema che tocca vari aspetti, da quello legato alla fascia dell’adolescenza con le difficoltà di trovare una propria identità personale, fino a quello squisitamente medico e psicologico (in Italia la transizione è coperta dal Servizio Medico Nazionale mentre all’estero spesso è in regime privato).
Il libro ha aperto un dibattito, a volte dai toni aspri, che si inserisce in un clima di contrapposizione e di opposizione creatosi negli ultimi anni tra mondo lesbico/femminista e mondo trans. Dibattito che spesso rimane confinato ai circoli LGBT, ma che riveste un grande interesse  per chiunque perché riguarda l’identità sessuale e quella di genere. Soprattutto in un periodo come quello attuale, nel quale la compagine governativa, ed evidentemente gran parte della popolazione, vuole ricondurre la questione a una rigida visione tradizionale dei ruoli.
Per questo appuntamento della Pianta Anarchica oltre a Daniela Danna sarà presente Nathan Bonni, attivista LGBT. Per la Scighera Andrea Perin

ore 21, Ingresso con tessera Arci

https://www.lascighera.org/eventi/la-piccola-principe-lettera-aperta-alle-giovanissime-su-puberta-e-transizione-di-daniela

Intervista con Livio Partiti

Trasmissione “Il posto delle parole” del 3.12.18, a proposito di Dalla parte della Natura https://ilpostodelleparole.it/daniela-danna/daniela-danna-dalla-parte-della-natura/?fbclid=IwAR2fHTL7Y_LYN3yyCJ8ITpAK0TzZ-NubP5kTNHtF0WYU04rnkcX0N0awpTk

Oggi a Bergamo

presentazione de La Piccola Principe I compagni del centro documentazione La Piralide hanno scritto questo magnifico pezzo per presentare l’evento: https://lapiralide.noblogs.org/post/2018/11/28/la-fobia-della-critica/ “…Non è certo lo scardinamento delle basi biologiche dell’esistenza che può trasformare le sedimentazioni e costruzioni sociali e che può cancellare le discriminazioni, sarebbe […]

Convegno a Milano: Mater Iuris, 29.11

Il diritto della madre: uscire dalla simmetria giuridica dei sessi nella procreazione

Convegno presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali, via Conservatorio 7, 29 novembre 2018, Sala Lauree.

Comitato scientifico: Valentina Calderai (Diritto privato, Università di Pisa), Daniela Danna (Sociologia, Università di Milano), Olivia Guaraldo (Filosofia politica, Università di Verona), Silvia Niccolai (Diritto costituzionale, Università di Cagliari), Elisa Olivito (Diritto costituzionale, Università di Roma), Susanna Pozzolo (Filosofia del diritto, Università di Brescia), Monica Santoro (Sociologia, Università di Milano)

Programma

Presentazioni e sommari

Il convegno intende stimolare una riflessione delle giuriste e di tutti coloro che studiano la società intorno ad una coppia di domande: ci chiediamo se sotto la rivisitazione paritaria e neutra, che ha interessato nel corso degli anni il diritto di famiglia, non sia all’opera ancora, o nuovamente, un diritto prevalente del padre, e se questo assetto non possa essere ripensato, alla luce del patrimonio del pensiero femminista nel diritto. A questo pensiero intendiamo richiamarci, nelle sue ricche sfaccettature, che annoverano figure e percorsi diversi, ma sono tutte accomunate dalla critica nei confronti dell’automatismo della parità e dell’aspirazione alla mera simmetria dei sessi; riflessioni che hanno saputo sempre, partendo dalle donne, parlare del mondo, riconoscendo e criticando i modelli di convivenza che si sono venuti affermando, i quali condizionano e influenzano, anche, l’argomentazione giuridica e la riflessione sociale.

Si pensi all’elaborazione della nozione di ‘uguaglianza valutativa’ di Letizia Gianformaggio; all’ampia riflessione che approfondisce l’intreccio fra capitalismo e patriarcato e, in questa cornice, alle considerazioni di Carole Pateman sul ‘contratto sessuale’ e sulle ambiguità del concetto di ‘genere’; oppure alla riflessione che coglie, con Martha Fineman, il legame tra la “neutralizzazione” della madre e le esigenze del mercato. Oppure, agli studi che hanno riconosciuto nella medicalizzazione del corpo femminile, della gestazione e del parto, l’annuncio di una idea di soggettività e di socializzazione basate sulla ‘managerializzazione del sé’, che si sono col tempo rivelate cruciali nella costruzione della governamentalità ‘neo-liberale’, come nella lettura di Barbara Duden; e ancora alle ‘istituzioni della maternità’ di cui parla Adrienne Rich, che possono assumere storicamente forme diverse, ma riproporre identiche finalità espropriative e di controllo sulle donne, in particolare nella surrogazione di maternità.

Molti sono gli ambiti che si aprono e che possono essere esplorati, sia in chiave di diritto positivo, sia di analisi filosofica e sociologica, a partire da una riflessione volta a interrogare problematicamente una simmetria giuridica dei sessi nella procreazione che neutralizza la donna.

In particolare, da un lato, è stato da lungo tempo sottolineato che l’approccio ‘neutro’ ai temi della famiglia in nome della “parità” e della “fungibilità tra i sessi” può nascondere una nuova insidiosa discriminazione, nel senso di un trattamento incongruo e inappropriato, e di una perpetua svalorizzazione, nei confronti dell’esperienza femminile. Oggi, sul terreno della concreta esperienza giuridica, segnali significativi di simili insidie vengono chiaramente alla luce quando, in nome di un interesse superiore del minore tutto declinato nel cono di un principio paritario di bi-genitorialità, l’applicazione dell’affido condiviso apre a tragiche contraddizioni nei casi di conflittualità e di violenza. Più equa ci appare una prospettiva che, ben oltre il discorso individualista e il suo correlato paritario – oggi egemoni nel diritto – faccia spazio, proprio nel diritto, a una concezione costitutivamente relazionale della soggettività, nei suoi aspetti più concreti e materiali.

D’altro lato, è consolidata la consapevolezza che la famiglia, organismo centrale nell’autonomia sociale, risente delle dinamiche interpretative e delle pratiche che interessano il “governo” delle soggettività, e l’idea stessa di individuo e di persona, pratiche che hanno un loro centro nevralgico nella regolazione della fecondità femminile e degli istituti connessi. In questo quadro, rappresenta una sfida interrogare, per un verso, il concetto neutro di ‘omogenitorialità’– che si sostituisce a espressioni, sessuate, quali ‘doppia maternità’ e ‘doppia paternità’ – e, per l’altro verso, confrontare la rivendicazione di un principio neutro di “genitorialità alla nascita” con il principio mater semper certa – universale fino all’introduzione dell’istituto giuridico della surrogazione di maternità in California con Johnson v Calvert (1993). Riteniamo che la regula juris del mater semper certa possa essere interpretata oggi in chiave favorevole a nuove dimensioni di libertà femminile, traducibili in istituti giuridici capaci di rispecchiare la differenza sessuale.

In questa cornice possiamo enucleare, esemplificativamente, alcune domande:

  • È possibile sviluppare un “universalismo” a partire dalla prospettiva femminista o l’analisi femminista deve essere annoverata tra quelle politiche “parziali” e/o di parte?
  • Si può andare oltre l’anatema “essenzialista” che colpisce ogni uso politico e intellettuale dell’idea di differenza sessuale?
  • Quali sono le connessioni tra prospettiva femminista e critica all’intreccio tra capitalismo e patriarcato?
  • Come tener conto della differenza sessuale nella generazione e nella filiazione?
  • Quali i percorsi della soggettività giuridica e dell’idea di libertà nelle visuali critiche del diritto, giusfemministe e della differenza sessuale?
  • Donna, concepito, terzi: come individuare la libertà femminile nella generazione, in una scena della filiazione sempre affollata da ulteriori interessi?

 

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Ci piacerebbe che alcune opere fossero comune riferimento nel dibattito fra noi. Ne elenchiamo alcune, ma volentieri ne recepiremo altre che ci verranno suggerite: C. Pateman, Il contratto sessuale, Nuova ed. Moretti e Vitali, 2015 – A. Rich, Nato di donna (1977), trad. it. Garzanti, 1996. – B. Duden, Il corpo della donna come luogo pubblico (1991), trad. it. Bollati Boringhieri, 1996 – B. Duden, L’epoca della schizo-percezione, in A. Buttarelli, F. Giardini, Il pensiero dell’esperienza, Baldini Castoldi Dalai, 2008, p. 109-140. – S. Federici, L. Fortunati, Il grande Calibano, Franco Angeli, 1984 – I. Praetorius, Penelope a Davos. Idee femministe per una economia globale, Quaderni di Via Dogana, Milano, Libreria delle donne 2011- I. Praetorius, L’economia è cura. La riscoperta dell’ovvio, IOD edizioni, 2016 – L. Gianformaggio, Eguaglianza donne e diritto, Il Mulino, 2005 – Libreria delle donne di Milano, Non credere di avere dei diritti, Rosenberg & Sellier, 1987 – M. Minow, The Supreme Court 1986 term. Foreword: justice engendered, in Harvard Law Review, vol. 101, 1987, pp. 10-95 – A. Cavarero, Il modello democratico nell’orizzonte della differenza sessuale, in Democrazia e Diritto, n. 2, 1990, pp. 221-241.

 

Morte di un camaleonte femminista

Rosemarie Tong THE OVERDUE DEATH OF A FEMINIST CHAMELEON- TAKING A STAND ON SURROGACY ARRANGEMENTS Journal of Social Philosophy Volume 21 issue 2-3 1990 [doi 10.1111%2Fj.1467-9833.1990.tb00275.x] tradotto da Cinzia Bucchioni (grazie!): Finalmente morto un camaleonte femminista! Presa di posizione sugli accordi di maternità surrogata Rosemarie […]

Con Rachel Moran a Bologna, 19.11

qui l’intera iniziativa: https://www.youtube.com/watch?v=kgbC-VxN89o&feature=share Rachel Moran, sopravvissuta alla prostituzione e attivista per la riduzione della “domanda” di corpi da sfruttare sessualmente da parte degli uomini prostitutori, presenta a Bologna il suo libro Stupro a pagamento, imprescindibile lettura per chiunque voglia occuparsi del tema prostituzione, da […]